giovedì 1 marzo 2012

Interview: la mia esperienza a Portsmouth (micro-teaching)

La prima fase della selezione consisteva nel micro-teaching.
Le richieste dell'Università relativamente a questo step erano quelle di preparare una piccola lezione (dieci minuti al massimo) nella quale spiegare ad altri quattro partecipanti un argomento a piacere, non necessariamente inerente la propria materia. Anzi, diceva la lettera di convocazione, le presentazioni sono più efficienti se inerenti argomenti non relativi alla materia, come un hobby o un interesse personale.

Immaginavo che saremmo stati tutti partecipanti per lo stesso tipo di corso del PGCE, o quanto meno che i gruppi di cinque persone sarebbero stati composti da persone tutte relative alla stessa materia.
Avevo pensato di preparare un argomento "semplice" della mia materia (calcolo dei punti di massimo e minimo per una funzione), visto che non immaginavo di quanto "non inerenti la materia" si stesse parlando.

Invece per Maths eravamo soltanto in due su quindici partecipanti. Tutti gli altri erano per Geography e English, uno solo per MFL.
Risultato: nel mio gruppo c'eravamo io per Maths, tre partecipanti per English e una per Geography.

Siccome gli altri sapevano quanto larghi ci si potesse tenere dalla propria materia di interesse, ho assistito a queste lezioni di micro-teaching:
  • una ragazza - partecipante per English - ci ha presentato un articolo di un giornale TOTALMENTE in francese (lingua della quale io conosco solo due parole, ossia "oui" e "bonjour") e una lista di domande (in inglese) inerenti l'articolo: la sua teoria era quella di dimostrare che, pur non conoscendo la lingua, avremmo potuto capire il senso del testo... teoria applicabile a chi, come gli inglesi, magari nella scuola primaria qualcosina di francese l'hanno pur fatta... non molto applicabile a me!!!
  • una ragazza - partecipante per Geography - ci ha presentato un cartellone sul quale scrivere, in base agli oggetti che lei ci avrebbe mostrato, quali attinenze alla geografia potevamo individuare. Ci ha mostrato una bottiglia d'acqua, un pelouche di Micky Mouse souvenir di New Your, un atlante che mostrava la fotografia di una zona dell'Indonesia prima e dopo lo tsunami, una fotografia di animali morti nel deserto per siccità e una fotografia di un orso polare costretto su una minuscola isoletta di ghiaccio, poco più grande delle sue stesse zampe, a causa del surriscaldamento del pianeta...
    Facile indovinare cosa abbiamo dedotto alla vista di questi oggetti.
    La sua conclusione è stata mettere in relazione i singoli oggetti con il concetto di geografia.
  • un ragazzo - partecipante per English - ci ha spiegato come utilizzare una macchina fotografica digitale per fare delle foto ben inquadrate
  • una ragazza - partecipante per English - ci ha spiegato, accoppiandoci a due a due, come fare, una volta legati con due corde, a liberarsi l'uno dall'altro 
Inutile dire che la mia micro-teaching lesson è stata vista con occhi sgranati dagli altri quattro partecipanti che, ovviamente, non ricordavano nulla di matematica e non sono stati in grado di risolvere l'esercizio che ho assegnato all'inizio della mia mini-lezione, se non con il mio aiuto.

Ma le micro-lezioni del mio gruppo non erano affatto le più strane e fantasiose: ho visto una ragazza (in micro-gonna... ad una selezione universitaria... mahhhh!!!!) di un altro gruppo spiegare come si monta e si usa un arco, l'altro partecipante per Maths spiegare come si gioca a cricket.............
Decisamente i miei massimi e minimi erano fuori luogo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

to be continued

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